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Le manifestazioni d'odio online. Diritto, tecnologia e formazione

Le manifestazioni d'odio online. Diritto, tecnologia e formazione

Programma di ricerca
Richieste Ordinarie - I Tornata 2019
Ente finanziatore
Fondazione CRT
Budget
20.000
Periodo
03/10/2019 - 05/01/2022
Coordinatore
Prof. Massimo Durante

Partecipanti al progetto

Descrizione del progetto

La rete, in quanto straordinario strumento di diffusione di contenuti, è divenuta il principale luogo di espressione ma anche un amplificatore delle manifestazioni di odio. Queste, seppur prodotte in uno spazio virtuale, creano effetti reali: istigano alla commissione di reati e alla discriminazione e influiscono negativamente sulla formazione dei giovani, che ne sono artefici e più spesso vittime.

Il progetto intende, in primis, riflettere sui vuoti normativi che rendono la repressione penale del discorso d’odio su base razziale e religiosa, prevista dalla c.d. Legge Mancino, difficile nei casi di diffusione di scritti e altro materiale mediante le piattaforme telematiche, per immaginare quali potrebbero essere le soluzioni normative idonee a combattere l'odio in rete, magari estendendo l’illiceità dell’hate speech ai motivi fondati sul genere, sull’orientamento sessuale e sulla disabilità. In secondo luogo, ci si propone di studiare dal punto di vista tecnologico la propagazione dell’odio online e, infine, di elaborare strategie di prevenzione ed educazione rivolte alla popolazione studentesca.

Scopi del progetto
Il progetto prevede una serie di iniziative, lungo tre direttive principali, per attuare una concreta e specifica misura d’intervento volta a contrastare le “fragilità sociali” e il “disagio giovanile” che trovano nelle manifestazioni di odio e incitamento all’odio online un terreno fertile e un peculiare luogo di espressione.

Inquadramento giuridico - Ricostruzione dell’attuale quadro giuridico delle manifestazioni d’odio per individuare le soluzioni normative più efficaci a prevenire e reprimere l’odio online. Si tiene conto della giurisprudenza europea in materia di hate speech, delle raccomandazioni provenienti da Consiglio d’Europa e Unione europea, nonché delle discipline introdotte da altri ordinamenti europei, per bilanciare il diritto a non subire discriminazioni in base ai fattori di cui all’art. 19 TFEU (sesso; razza/etnia; religione; età; disabilità; orientamento sessuale) con il diritto alla manifestazione del pensiero e all’informazione.

Soluzioni tecnologiche - Il progetto prevede dunque la realizzazione di tre strumenti principali: 1) un corpus di dati annotati per la presenza di discorsi di odio tramite uno schema che faccia emergere in forma scalare la diversa gravità dei fenomeni di odio e consenta di mapparli sulla distinzione tra legalmente sanzionabili e non; 2) un rilevatore che dopo una fase di addestramento sul corpus sia in grado di misurare in modo automatico presenza e gravità di discorsi di odio esistenti in una rete sociale; 3) un'interfaccia grafica per la segnalazione e disseminazione delle analisi prodotte dal rilevatore.

Prevenzione ed educazione - Il progetto intende infine delineare percorsi formativi da attuare nelle scuole superiori tramite metodologie non formali e di peer education. Con strategie adoperate con successo dal CSSR, sarà attivato un percorso di formazione specifica e contrasto all’odio online attraverso l’educazione, rivolto a educatori, insegnanti e attivisti; questi poi formeranno un gruppo di peer educators in ciascuna scuola, che a loro volta coinvolgeranno altri studenti nel confronto su temi sensibili. Questa struttura a cascata permette di coinvolgere un alto numero di adolescenti, stimolando un confronto tra pari orientato a costruire una società inclusiva e rispettosa delle diversità.

Risultati e pubblicazioni

Risultati attesi
Il successo del progetto dipende in buona misura dalla capacità di coinvolgimento di una larga audience, costituita prevalentemente da giovani, che rappresentano il target principale del progetto. Pertanto, il percorso formativo sarà aperto al pubblico e la partecipazione incoraggiata tramite i canali di comunicazione del CSSR e dell’Università di Torino (siti web ufficiali, canali social, mailing list, diffusione nelle scuole aderenti al progetto). I partecipanti al training (target primario) terranno incontri formativi con i peer educators nelle scuole (target intermedio), che agiranno poi come moltiplicatori dell’impatto (sempre seguiti da educatori o insegnanti) incontrando altre classi delle proprie scuole (target finale).

A conclusione del percorso si terrà un seminario, aperto alla cittadinanza, volto a diffondere i risultati della ricerca e l’impatto dei percorsi educativi. A tale incontro parteciperanno i ricercatori dei dipartimenti di Giurisprudenza e d’Informatica, educatori e attivisti del CSSR e alcuni docenti e peer educators coinvolti nel progetto. Si organizzerà inoltre un evento seminariale aperto alla cittadinanza ma con la partecipazione di alcuni studenti coinvolti nel percorso formativi, invitati a restituire la loro esperienza.

Al seguente link è possibile consultare il sito dedicato al progetto “Le manifestazioni d'odio online. Diritto, tecnologia e formazione”.

Ultimo aggiornamento: 16/02/2021 16:53
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